Hombres de Maiz

11 Feb

mais

Alla fine diventerai una donna di mais! Cosi una mia collega mi ha preannunciato mentre facevamo colazione con uova, fagioli e l’alimento nobile nella dieta di qualsiasi centroamericano: tortillas di mais.

Fare le tortillas è una vera e propria arte, sembra facile prendere quella pallina di pasta di mais, iniziare a schiaffeggiarla tra le mani per poi metterla a cuocere sul “comal”, il piano di cottura riscaldato dalla legna, in realtà non lo è affatto. Cimentarsi in questa impresa può costarti grandi risate da parte di chi pensa che coloro che vengono dall’altro lato del mondo non possono essere in grado di fare certi lavori manuali.

La vita dei Maya ancora ruota intorno a questo alimento, la mattina presto le donne passano per strada con i loro recipienti pieni di mais macinato nel mulino comune per poi riportarlo nelle loro case con l’obiettivo di iniziare a preparare tortillas che accompagneranno tutti i pasti della giornata. Cammini e passando vicino alle loro case puoi sentire il rumore di queste mani che con tre o quattro colpi appiattiscono in un dischetto il mais macinato e capisci che i tuoi nuovi compaesani stanno per fare colazione.

Il mais è il re della “milpa”, campo che viene coltivato insieme ai fagioli, la cui canna, una volta finita la raccolta, viene piegata a metà per permettere all’amico legume di arrampicarsi e poter crescere dando i suoi frutti. Il mais è colorato, è allegro, è giallo, bianco, ma anche rosso, nero, blu, viola colori che noi non abbiamo mai pensato potesse avere questo alimento che viene coltivato in grandissimi campi e che da un po’ di tempo a questa parte viene associato al Cash-crop.

Per i Maya il mais non è solo coltura, ma soprattutto un modo di vivere, è identità, è appartenenza, è la storia della loro vita che si ripropone ogni volta che si coltiva, si raccoglie e poi si mangia. Loro ci insegnano che in principio si creò l’uomo di fango, ma con la pioggia si sciolse, poi si provò con il legno, poté camminare ma non aveva una coscienza, alla fine si provò con il mais e l’uomo si rivelò una creatura duratura e sensibile. Mangiare mais è una costante rinascita specialmente da 500 anni a questa parte….

Maria Paola, 29 anni, Guatemala

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Una Risposta to “Hombres de Maiz”

  1. Laura 13 febbraio 2013 a 6:28 PM #

    Pensare quanto è stato stuprato negli ultimi decenni come vile componente chimica di cibo industriale tossico… o peggio ancora come biocarburante!

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