Digitalmente Liberi o Formalmente Limitati?

15 Apr

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In un mondo dove un terzo della popolazione mondiale è online qual è lo stato della libertà di espressione virtuale e chi sono i principali internauti?

Secondo Freedom House e Reporters Without Borders, l’Italia è un Paese parzialmente libero in termini di libertà di espressione e di stampa. Tuttavia, in merito ad Internet non si riesce ancora a trovare una posizione condivisa. Lo scenario italiano si presenta spaccato in due. Da una parte, coloro che sostengono la necessità di impostare dei confini al mare magnum di informazioni che circolano ogni giorno in rete e dall’altra coloro che sostengono e difendono il principio di libertà e di trasparenza che ha contraddistinto da sempre questo mezzo di comunicazione rispetto agli altri .

Secondo Andrea Cairola e Corrado Druetta, fellow del Centro Nexa di Torino e coautori del “Libro bianco sulla libertà di espressione online in Italia”, la libertà di espressione nel web è condizionata da privacy, reputazione, morale, proprietà intellettuale e informazioni confidenziali. In tal senso, continuano i due ricercatori, il punto cruciale potrebbe essere rappresentato dall’innescare un processo di alfabetizzazione digitale in grado di suscitare una maggiore consapevolezza rispetto a questi temi.

Su questo argomento, per provare a riflettere sul binomio “Internet e Democrazia”, il Centro Nexa propone una serie di incontri in occasione dell’edizione 2013 della Biennale Democrazia che si sta svolgendo a Torino in questi giorni (dal 10 al 14 aprile).

E chi sono gli internauti in Italia?

Circa una ricerca Demos&Pi, sono i giovani nativi digitali.

Oltre a blog, social network e film in streaming, in sette casi su dieci utilizzano quotidianamente internet per informarsi. In particolare, il 74% di chi ha un’età compresa tra 15 e 24 anni e il 63% di quelli tra 25 e 34 anni dichiarano che per informarsi utilizzano internet “tutti i giorni”. La ragione principale di questo fenomeno è determinata dall’idea che Internet sia lo strumento più libero e indipendente nel quale reperire informazioni.

Quanto alla differenza di genere nell’utilizzo delle tecnologie, secondo una ricerca dell’Istat, è molto contenuta fino ai 35 anni. A seguire il divario cresce proporzionalmente all’età.

Unica certezza è la continua estensione di questo approccio che viene accelerato dalla maggiore disponibilità di dispositivi mobili e dalla facilità di accesso alle numerose reti Wi-Fi.

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